Uno sguardo alla mostra

Havel ha vissuto sotto il regime comunista che opprimeva la libertà delle persone e della società.  È stato a lungo in carcere e sia negli anni della dissidenza sia in quelli da presidente della Repubblica ha testimoniato che contro l’ideologia e contro il potere non serve un’altra ideologia, l’unica alternativa è una vita nella verità. L’esempio scelto da Havel per far capire che cosa intenda per “vita nella verità” è quello dell’ortolano di Praga, un venditore di frutta e verdura obbligato dal potere a mettere tutti i giorni in vetrina un cartello con scritto “Proletari di tutto il mondo unitevi”. L’ortolano non ci crede, ma lo fa per quieto vivere. Un giorno decide di non esporlo più. Havel riconosce in questo gesto  è un tentativo di vita nella verità, di fuga dalla menzogna a cui il potere obbliga, la palla di neve che inizia a rotolare e che diventerà una valanga, la libertà di un uomo che affermando le intenzioni della vita contro le intenzioni del potere ha portato nel 1989 alla Rivoluzione di velluto, cioè al rovesciamento di un regime che durava da 40 anni, senza spargimento di sangue, e che porterà Havel, che due mesi prima era ancora in carcere, a diventare nel dicembre di quell’anno Presidente della Repubblica Cecoslovacca.

La sua testimonianza è un messaggio estremamente attuale oggi, soprattutto per i giovani. Havel ci lascia in eredità un messaggio: non rassegnarsi alla menzogna, non accettare di perdere la propria dignità e quindi vivere intensamente la vita cercandone il senso e assumendosi la responsabilità personale di affermare concretamente questo desiderio di verità che è proprio di ogni uomo può cambiare il mondo.

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Catalogo della mostra

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E’ possibile acquistare il catalogo completo della mostra, “Vaclav Havel, Il potere dei senza potere”,
A cura di Ubaldo Casotto e Francesco Magni
Prefazioni di Maurizio Lupi
Introduzione di Enrico Letta

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